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Il Portavoce Comunica

 

 

Piccoli Comuni per federalismo orizzontale e competitivo I prossimi mesi si presentano decisivi per il federalismo fiscale nel nostro Paese e Piccoli Comuni intende partecipare al dibattito con una proposta seria ed articolata – al forum web sul tema: “Per un federalismo fiscale orizzontale e competitivo” – il Portavoce di Piccoli Comuni ha ribadito la necessità di una riflessione seria e soprattutto tesa a realizzare davvero le riforme necessarie al Paese. “Siamo per un federalismo orizzontale e competitivo senza se e senza ma per tre ragioni – ha chiarito il Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano -  La prima: il federalismo fiscale deve obbligatoriamente assumere la veste di una rilettura complessiva dell’ordinamento tributario vigente, attribuendo poche e chiare imposte ai poteri decentrati e a quello centrale in ragione delle competenze costituzionali esclusive e concorrenti, non deve essere invece un modello carnevalesco su vecchie rendite di posizione preservate. La seconda: la pressione fiscale complessiva attraverso il federalismo deve scendere in maniera significativa e netta rispetto ai livelli attuali, e quanto più tale fine sarà perseguito, tanto più efficace e condiviso sarà il federalismo fiscale nei suoi effetti. La terza: le due ragioni precedenti si raggiungono con maggiore efficacia, quanto più il federalismo che si pensa di introdurre sarà caratterizzato dall’essere un federalismo competitivo, non cooperativo come invece chiede il partito di chi pensa a preservare la metà del Pil per spesa discrezionalmente allocata dalla politica. Serve un federalismo il più orizzontale possibile, delegato e sorvegliato dallo Stato. “Siamo consapevoli – ha ribadito il leader di Piccoli Comuni – di avere contro l’inciucio che si va profilando tra maggioranza e opposizione, centro e associazioni delle autonomie, mira al ribasso, alla rinuncia alla più alta competitività possibile su imposte e aliquote e su una piattaforma volta a massimizzare strumenti e ammontare dei trasferimenti “cooperativi”.  Un comportamento cattivo che rischia di condannare anche questa ipotesi di riforma all’esito di ennesima e contraddittoria incompiuta nella lunga lista di mancate riforme istituzionali nel nostro Paese. Noi – concluso Caivano – vogliamo un federalismo fiscale che attribuisca il più possibile a Regioni e Comuni il pieno potere di decidere in proprio le più basse aliquote sui cespiti attribuiti e quanto  più questa facoltà sarà spinta e prevarrà sul potere centrale, tanto più il federalismo competitivo sarà in grado sia di indurre maggior crescita, sia di esercitare sulla politica un incentivo coatto a offrire servizi più efficienti con il minimo di spesa pubblica indispensabile, sia di avviare quella vera e propria rivoluzione nelle prassi amministrative italiane che è molto lontana dall’essere al centro del dibattito sul federalismo”. Il 10 ottobre 2008 alle ore 17.30 nella sala consiliare del piccolo Comune di Anzano di Puglia(Fg) si terrà una riflessione nazionale sul tema “Federalismo e ruolo delle aree montane”.  
 
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All’invito del Presidente Vendola di candidarmi nella sua lista “La Puglia per Vendola” dopo aver dedicato dieci anni della mia vita alla sfida dei piccoli Comuni italiani, ho risposto si, per cinque ragioni:

    1)  Si alle fonti energetiche rinnovabili e no al nucleare;

    2)  Si all’acqua bene comune e pubblica e no alla privatizzazione;

    3)  Si a una sanità dei cittadini per i cittadini;

    4)  Una scuola di qualità per le nostre famiglie;

    5)  Ricerca ed innovazione a favore dei giovani, il vero capitale umano sul quale investire per il futuro.

Chiedo a tutti l’orgoglio di condividere questa importante prova elettorale ed essere insieme come una “falange macedone”.

La due giorni Italoamericana di Piccoli Comuni
Scritto da Presidente   
Monday 21 September 2009

Edizione 2009 Sabato 26 Settembre 2009 ore 16:00 

Radici Resort Mastroberardino loalità Piano Pantano contrada Corpo di Cristo Mirabella Eclano (AV)

 

 

 

 

 

 

L'evento, giunto alla terza edizione, si  svolgerà  presso il "Radici Resort" tenuta delle Cantine della Mastroberardino SpA a Mirabella Eclano (AV) nella Valle del Calore.
Quest'anno l'iniziativa sarà dedicata al Piano Marshall, un ringraziamento agli Stati Uniti d'America per il contributo economico profuso alla ricostruzione dell'Italia e dell'Europa dopo il secondo conflitto mondiale.
L'occasione intende essere un omaggio a Landon Thorne Jr., padre dell'attuale ambasciatore US in Italia David Thorne, che fu designato dal Presidente Eisenhower come amministratore del Piano Marshall in Italia.
 Un premio speciale  che il portavoce dei Piccoli Comuni Italiani Virgilio Caivano  donerà al Governo degli Stati Uniti, a significazione della riconoscenza e della gratitudine al Popolo Americano.
E' proprio dalle valli d'Irpinia, la Valle del Calore,  storicamente la "Valle di Annibale", scenario storico di mutamenti culturali indipendentisti, da quella secolare degli Irpini in confederazione Sannitica  si è rievocherà e  celebrerà, oggi, il “valore” della libertà dei Popoli nel segno di Filippo Mazzei.
L'iniziativa  implementerà gli scambi economici  tra gli US ed i Paesi del Mediterraneo per incentivare il core business tra l'imprenditoria e la finanza internazionale.
I riconoscimenti quest'anno saranno  attribuiti a quelle personalità italoamericane, americane ed italiane che con la loro opera hanno contributo a costruire un Bridge economico tra Italia e Stati Uniti d'America passando per il Mediterraneo.
Un'iniziativa al servigio del territorio per mostrare, introdurre,
connettere realtà culturali e d'impresa per un asset strategico che guarda al futuro con ottimismo e speranza.
Un Coffee briefing al Radici Resort di Mastroberardino, in programma Venerdì 25 settembre 2009 ore 17:30, caratterizzerà l'evento sul tema: Italia e Stati Uniti d'America,  insieme per il business nell'Area del Mediterraneo.
Un corso e ricorso storico che riscopre l'antico tracciato commerciale dell'Impero Romano e che, oggi, quell'Appiano Ponte della Valle di Annibale sapientemente custodisce e sussurra.
 
Piccole imprese uccise dal sistema del credito al Sud
Scritto da Presidente   
Monday 21 September 2009
 Al portale www.piccolicentrieuropei.com continuano ad arrivare appelli e richieste di sostegno da parte di decine di piccole e medie imprese presenti al Nord come al Sud. La maggior parte delle mail parlano di difficoltà di rapporto con il sistema creditizio che al Sud diventa quasi un muro invalicabile. “Nonostante le belle parole e i cenacoli economici il sistema del credito italiano risulta il più “insensibile” in Europa – il durissimo attacco del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – la Corte Europea dei diritti dell’uomo dovrebbe aprire una seria riflessione, perché ad essere offesi sono i più elementari diritti di un cittadino che decide di fare impresa, investire il proprio talento ed il proprio futuro e poi ritrovarsi nella spiacevole condizione di non poter utilizzare strumenti finanziari indispensabili in questo particolare momento di forte disagio economico – Il Governo italiano – ricorda Caivano -  a parole bacchetta le banche, nei fatti migliaia di piccoli imprenditori sono alla disperazione con tantissimi posti di lavoro bruciati insieme alle speranze ed alle attese di migliaia di famiglie – Il silenzio indecente del Parlamento italiano con qualche rara eccezione di qualità come l’On. Tabacci, è inquietante e segna la presenza di una potentissima regia che mina alla base la crescita e lo sviluppo delle piccole e medie aziende italiane. Lo strapotere del sistema del credito ha raggiunto un livello inaccettabile da parte dei cittadini ed insostenibile da parte del mondo del lavoro e delle imprese, con grave disagio per i giovani, soprattutto al Sud che intendono invertire la tendenza verso la delega e l’attesa ed avviare concrete azioni di intrapresa economica. La Banca d’Italia e quella Europea battano un colpo se ci sono..noi restiamo in ascolto – le conclusioni del leader di Piccoli Comuni -  e chiediamo a quanti ci scrivono di non mollare e di continuare fino in fondo”.

 
Aumentano i morti di tumore nel Mondo
Scritto da Presidente   
Monday 21 September 2009
Fumo, alimentazione scorretta, mancanza di esercizio fisico e, anche se i dati non sono concordi, inquinamento. Sono questi i fattori che rendono il cancro sempre più la malattia del secolo. A parlare sono i dati: 28 milioni di malati nel mondo, con 12,4 milioni di nuovi casi ogni anno. E 7,6 milioni di morti l'anno, in pratica oltre due volte gli abitanti di Roma. Ma gli scienziati lanciano l'allarme: se i trend di crescita non si arrestano, entro vent'anni il numero dei morti potrebbe più che raddoppiare, schizzando a 17 milioni, e si registrerebbero nel 2030 qualcosa come 75 milioni di malati. Sono i dati allarmanti forniti dagli esperti riuniti al convegno europeo di oncologia Ecco- Esmo, a Berlino. Un boom dovuto agli stili di vita sbagliati, ma anche all'invecchiamento della popolazione nel mondo industrializzato e parallelamente alla scarsità di cure e strutture adeguate nei paesi in via di sviluppo. I BIG KILLER - Il «big killer» numero uno rimane il cancro ai polmoni, con un milione e mezzo di casi nel mondo e, solo nel 2008, 1,3 milioni di morti. Seguono il tumore al seno con 1,29 milioni di casi e quello colorettale con 1,15 milioni. L'Europa è il continente più colpito da questa vera e propria pandemia: pur avendo un ottavo degli abitanti del pianeta, il vecchio continente «vanta» ben un quarto dei casi globali di tumore, pari a 3,4 milioni, con 1,8 milioni di morti l'anno. PREVENZIONE - Tuttavia le campagne di prevenzione contro il fumo evidentemente hanno funzionato: in Europa il tumore più diffuso non è quello ai polmoni ma quello al seno (430 mila casi) seguito da quello al colon-retto (412 mila) e solo al terzo posto quello al polmone (386 mila casi). Per gli uomini i tumori che uccidono di più sono quelli al polmone, allo stomaco e alla prostata, per le donne al seno, ai polmoni e allo stomaco. Quanto alle speranze di sopravvivenza, variano da Paese a Paese ma soprattutto, ovviamente, da tumore a tumore. Si va da un 75 per cento per il cancro all'utero, al seno e ai testicoli a meno del 15 per cento per pancreas, fegato, stomaco e polmone. Il cancro al pancreas è quello più letale, con un tasso di sopravvivenza inferiore al 5 per cento, mentre in Europa gli aumenti più significativi di sopravvivenza a cinque anni riguardano il tumore alla prostata, al colon-retto e al seno.  
 
L'Impegno di Obama per il Medio Oriente
Scritto da Presidente   
Sunday 20 September 2009

Vertice trilaterale martedì a New York per il Medio Oriente promosso da Barack Obama. Malgrado il fallimento della missione dell'inviato Usa in Medio Oriente George Mitchell, il presidente Usa non getta la spugna per far ripartire il processo di pace. Per questo Obama incontrerà martedì il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell'Anp Abu Mazen a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu. Lo ha reso noto la Casa Bianca.

 
La vera unità d’Italia: i Piccoli Comuni
Scritto da Presidente   
Saturday 19 September 2009
"Stiamo attraversando una crisi dai molteplici risvolti" dai quali emergeranno "nuovi assetti e inedite prospettive che matureranno in questi mesi e in questi anni". E' quanto ha detto  monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei.  In questo frangente, ha aggiunto il prelato, sul versante della carità, della verità e dello sviluppo integrale "i cattolici sono chiamati a intervenire con particolare urgenza". C'è la necessità, ha aggiunto, di sviluppare lo "statuto di cittadinanza" del cristianesimo "nella vita e nella cultura contemporanea", grazie a "uomini retti" che provengono dal "vasto e complesso mondo cattolico", il cui "contributo" è "importante e atteso per il bene comune nel passaggio significativo e incerto di questi anni".
Altro autorevole intervento sulla politica italiana arriva  da monsignor Arrigo Miglio, presidente della Commissione sociale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, che ha lanciato una sorta di appello a favore dell'unità del Paese, riferendosi alle celebrazioni dei 150 dell'Unità d'Italia.
"Noi siamo molto convinti delle ricchezze del valore delle ragioni del sud - ha detto mons. Miglio - della cultura del Sud, dal punto di vista ecclesiale, umano, culturale, un'Italia separata in qualsiasi modo dalle regioni del Sud è un'Italia più povera e quindi è necessario lavorare perché il Paese resti unito pur nelle articolazioni federali entro la della Costituzione. Vogliamo lavorare perché il Paese non si impoverisca". “L’unità d’Italia trova la sua forza e la sua indistruttibile coesione sociale, economica, culturale, politica ed istituzionale proprio nelle nostre piccole comunità locali – dichiara il Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano -  In ogni piccolo Comune è presente la Bandiera, il Sindaco, l’Arma dei Carabinieri. L’Italia dei “campanili” e dei “Gonfaloni”, rappresenta la strada maestra per superare le inutili polemiche messe in campo da una politica parolaia e vuota. L’Italia dei piccoli Comuni è l’Italia multirazziale, multietnica, multiculturale, del domani. La nostra storia e la nostra tradizione le fondamenta migliori per costruire un Paese sensibile, equo, aperto e nello stesso tempo rigoroso, responsabile, innovativo ed orgoglioso di contribuire al rafforzamento della “Casa Europea” – l’orgogliosa rivendicazione del leader di Piccoli Comuni – Il Mezzogiorno d’Italia – le conclusioni di Caivano -  liberato dalle clientele fameliche, dalla cattiva politica dell’assistenzialismo e della delega in grado di far valere il primato del merito e del talento, la vera marcia in più che consentirà all’Italia di svolgere un ruolo di primo piano nello scacchiere strategico del Mediterraneo, la vera grande culla delle civiltà di ogni tempo, proiettata nel futuro”.
 
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