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Il Portavoce Comunica

 

 

Facoltà di Scienze Ambientali
Scuola di Pedotecnologie per il Recupero Ambientale di Aree Degradate e Contaminate
Consiglio Regionale della Campania
CONVEGNO DI STUDIO
Grand Hotel Vanvitelli
Caserta, 24 novembre 2008 ore 16:30
Conoscere per Valorizzare le risorse ambientali:
il futuro della Campania nasce nel presente

La Scuola di Pedotecnologie per il Recupero Ambientale di Aree Degradate e Contaminate é nata dalla cooperazione tra la Seconda Università degli Studi di Napoli ed il FORMED, Ente di Formazione, didattica e cultura, con la finalità di fornire agli Enti di Governo, alle Forze Pubbliche ed alle Amministrazioni strumenti di alta formazione e metodologie di ricerca per l’individuazione e la risoluzione di peculiari problematiche connesse con le specificità del territorio della regione Campania.L’intento è quello di riunire le più accreditate competenze ed esperienze nei diversi settori didattico-scientifici connessi con il recupero e la valorizzazione delle risorse ambientali e la tutela della salute dell’uomo, sia per formare su nuovi livelli personale altamente qualificato, specializzato ed aggiornato, sia per concorrere alla esecuzione di progetti di ricerca applicata, finanziati da Enti pubblici e/o soggetti privati, in grado di rispondere concretamente alle più urgenti esigenze del territorio, dal livello comunale a quello regionale. In tal senso, la Scuola intende programmare e presentare nuovi corsi relativi alla indagine ambientale integrata, alla certificazione integrata della filiera alimentare e sicurezza alimentare, al recupero del territorio ai fini produttivi e turistico-culturali, al management e riutilizzazione dei by-products in agricoltura, alla strutturazione, gestione e rendicontazione dei fondi Europei.In quest’ottica, la Facoltà di Scienze Ambientali della Seconda Università degli Studi di Napoli, il FORMED, Ente di Formazione, Didattica e Cultura, la Scuola di Pedotecnologie per il Recupero Ambientale di Aree Degradate e Contaminate, e in collaborazione con il Consiglio Regionale della Campania, promuovono un Convegno di Studi destinato agli Enti di governo del territorio, alle Amministrazioni ed agli Enti pubblici e privati, che si terrà a Caserta il 24 novembre 2008, ore 16:30 presso il Grand Hotel Vanvitelli in Viale Carlo III. Il convegno è finalizzato alla individuazione di linee strategiche per affrontare e risolvere le problematiche relative al recupero ambientale e produttivo delle aree degradate e contaminate della Campania.
FORMED SCUOLA  di PEDOTECNOLOGIE
Prof. Andrea Buondonno
FACOLTA’COORDINAMENTOdi SCIENZE AMBIENTALI
Prof.ssa Vittoria Ponzetta
Prof. Paolo Pedone 
Formed - 81100 Caserta
Corso Trieste, 291
Tel. 0823279263 Fax. 0823220975
Cell. 3939743680 - E-mail  
 
Visualizza il fac-simile

 

All’invito del Presidente Vendola di candidarmi nella sua lista “La Puglia per Vendola” dopo aver dedicato dieci anni della mia vita alla sfida dei piccoli Comuni italiani, ho risposto si, per cinque ragioni:

    1)  Si alle fonti energetiche rinnovabili e no al nucleare;

    2)  Si all’acqua bene comune e pubblica e no alla privatizzazione;

    3)  Si a una sanità dei cittadini per i cittadini;

    4)  Una scuola di qualità per le nostre famiglie;

    5)  Ricerca ed innovazione a favore dei giovani, il vero capitale umano sul quale investire per il futuro.

Chiedo a tutti l’orgoglio di condividere questa importante prova elettorale ed essere insieme come una “falange macedone”.

Piccoli Comuni sfidano Umberto Bossi
Scritto da Presidente   
Monday 17 August 2009

Le polemiche politiche estive sapientemente messe in campo dal leader della Lega Nord, Umberto Bossi, non trovano l'attenzione del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italinani che attrverso il Portavoce, Virgilio Caivano, chiamano invece la Lega Norda alla sfida sulle cose concrete. "Il leader leghista - ha detto Caivano a margine di un convegno sulle fonti rinnovabili in Molise - tenta si sparigliare le carte, di nascondere i gravi ritardi del Governo Berlusconi e della sua maggioranza parlamentare. La Lega Nord la smetta di difendere gli enti inutili, le poltrone clientelari e costose. La nostra sfida a Bossi - l'attacco del leader dei Piccoli Comuni - è sul piano delle cose concrete a partire dalla devastante possibilità del terzo mandato ai Sindaci, alla necessaria chiusura delle Province e di tutta quella pletora di enti inutili. Al Sud serve legalità, rigore, onestà. burocrazia di eccellenza e soprattutto classi dirigenti all'altezza e siamo noi  per primi a a volere tutto questo, non certo Umberto Bossi. I giovani talenti meridionali, costretti a lasciare la propria terra in cerca di lavoro sono il vero patrimonio che il Nord utilizza. L'impoverimento demografico è la vera piaga del Mezzogiorno e solo attraverso la ricerca e l'innovazione possiamo arginare questo triste fenomeno sociale. A Bossi lanciamo la sfida della concretezza e delle idee altro che gli inni, i dialetti e le gabbie salariali. Un primo passaggio potrebbe essere l'azzeramento delle Giunte nei piccoli Comuni ed il taglio di quarantamila consiglieri comunali a partire dalle prossime consultazioni eletorali per i Comuni. Alla politica degli spot noi rispondiamo con la richiesta di atti coerenti e concreti". Intanto il Portavoce dei Piccoli Comuni invitato a diverse feste della Lega Nord ha dato la propria disponibilità. Un modo concreto per confrontarsi sulle idee e sui programmi.
 
Il Risveglio dei Sindaci
Scritto da Presidente   
Monday 03 August 2009

Comune                                                            Coordinamento nazionale Piccoli Comuni

Morra de Sanctis (AV)                                      


 

 

 IL Risveglio dei sindaci

 

Caro Sindaco,

 

vorremmo esporti brevemente un problema grave che ci riguarda direttamente. Sapendo bene che un Sindaco responsabile non ha molto tempo per leggere lunghe lettere, ci rivolgiamo alla tua esperienza ed alla tua vocazione con questo breve appunto.

All’inizio del secolo scorso, un pro-sindaco siciliano, Luigi Sturzo, fondò l’ANCI; per promuovere l’autonomia e la forza democratica dell’ente locale, soffocate dal centralismo dei prefetti e dalla servitù delle clientele.

II°

Dopo la seconda guerra mondiale, la rinascita dell’Italia fu sostenuta da partiti ideologici, fortemente caratterizzati, che resero possibile la Costituzione  e la crescita democratica del paese. In quel periodo furono i partiti ad assumersi il compito di rappresentare le esigenze politiche del territorio. Fu naturale, allora, concordare  la dirigenza dell’ Anci  fra i partiti e i loro Dipartimenti degli enti locali.

III°

La crescita economica e la necessità di nuove funzioni accrebbero i compiti dell’ Ente territoriale. Dossetti a Bologna individuò  la nuova funzione del Comune, come centrale dei servizi alla comunità. Nacque il Comune erogatore di servizi.   

IV°

La sussidiarietà. Negli anni più recenti è esplosa la necessità di dare un fondamento all’erogazione dei servizi. La teoria della sussidiarietà ha proposto compiti nuovi all’ente territoriale che diviene il responsabile del bene comune e  di quanto si mostra necessario anche in sostituzione dello Stato e dei suoi organismi. La sussidiarietà è un principio costituzionale che avrà ampi sviluppi nella vita del Comune. Il concetto di sussidiarietà ha avuto una forte conferma nella ultima enciclica di Benedetto XVI.

La crisi del sistema politico (alla fine di un lungo periodo di contrapposizione dei blocchi antagonisti) e la conseguente scomparsa dei principali partiti basati sulla organizzazione popolare ed, inoltre, nuove leggi elettorali che hanno rotto il rapporto fra territorio e rappresentanza,  hanno sottratto al  Sindaco, tutti i collegamenti con i poteri statali. Finita l’intermediazione dei partiti e dei parlamentari è iniziata la “Solitudine del Sindaco”. Al vecchio centralismo statale  non si è sostituito un sistema di autonomie associate o confederate, capaci di dare risposte ai nuovi doveri della sussidiarietà. Il Sindaco diventa “l’ unico responsabile”di ogni insorgente urgenza.        

L’ANCI, retta ancora da un sistema consociativo fra partiti, ha assunto nella crisi della rappresentanza la funzione di interlocutore del potere centrale sui problemi che riguardano le autonomie locali. Questa rappresentanza è  chiamata a gestire i rapporti riguardanti le attribuzioni delle risorse pubbliche e la programmazione del Governo a proposito delle erogazione per i grandi servizi. Il tavolo di discussione fra Anci e Governo è portato a trattare i problemi delle aziende di servizi locali (una sorta di piccola Confindustria delle aziende comunali) e delle dotazioni dei programmi di investimento. Rimane del tutto scoperta la rappresentanza dei bisogni emergenti della famiglia e dei servizi ad essa collegati.

VI°

 La “Famigliaè la nuova grande emergenza nazionale: percossa da una crisi strutturale non è in grado di sostenere il peso delle nuove responsabilità con gravissimi disagi per gli anziani, per la donna che lavora, per l’assistenza ai figli, per la cura dei malati e dei diversamente abili, nonché per la difficile amministrazione delle pratiche inerenti ai servizi dovuti. La Famiglia in queste condizioni si avvia non solo ad un collasso ma addirittura ad una catastrofe demografica. Questa emergenza esige un rapporto diverso fra Comune e Famiglia (il Comune Famiglia delle Famiglie) ed un rapporto diverso fra il Comune ed i poteri dello Stato per gestire la fiscalità, le risorse, i progetti in difesa della Famiglia.

VII°

Lo strumento per rifondare i rapporti fra Comune e Stato sarà  l’ Anci, se assumerà il compito di “sindacato del territorio” e di “controparte dei poteri centrali” al tavolo di una più organica rappresentanza delle comunità locali. Appare evidente che il punto di partenza di questa nuova politica è semplice e immediato. La dirigenza dell’ Anci i non deve essere designata dai vertici dei partiti ma deve essere la reale espressione democratica dei territori, attraverso il pronunciamento dei Sindaci

 

 

Abbiamo costituito per iniziativa del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni (www.piccolicentrieuropei.com) un Comitato promotore, provvisoriamente chiamato “I sindaci per una responsabile difesa del territorio”. (L’iniziativa è ovviamente aperta ai Sindaci di  tutti gli schieramenti e di tutti i Comuni, compresi anche quelli delle grandi città, anche se riteniamo che il disagio di rappresentanza sia più sentito nei piccoli centri).

Ti  invitiamo  ad  aderire . Invia la tua adesione a :  

“I Sindaci per una responsabile difesa del territorio”

Ci proponiamo di essere presenti  alle riunioni regionali che eleggono le delegazioni del Congresso dell’Anci, non solo per ricevere la notizia di come i partiti hanno deciso di nominare la nostra rappresentanza, ma per esprimere con adulta responsabilità il diritto e la voce della nostra autonomia. Riportiamo così l’ Anci alle sue origini democratiche, autonomistiche e federative.

Il Comitato promotore lascerà il posto ad una vera e propria iniziativa al servizio per i Sindaci. Proporremo un tavolo di lavoro per la soluzione dei problemi imposti da una responsabile applicazione del principio di sussidiarietà, in particolare nei confronti della tragedia della famiglie.

Crediamo in un Risveglio dei Sindaci per dare un doveroso contributo alla ripresa civile del nostro paese.

 

 

Il Comitato promotore de “I sindaci per una responsabile difesa del territorio”

 

 Il Sindaco                                                                                                                                                Il Portavoce

Gerardo Capozza                                                                                                                                   Virgilio Caivano

 

 
Piccoli Comuni apprezzano Codice delle Autonomie
Scritto da Presidente   
Friday 17 July 2009
 

L’approvazione in via preliminare del Codice della Autonomie da parte del Governo italiano, anche se non risponde in pieno alle istanze di reale cambiamento delle istituzioni locali, pone le basi per una proficua discussione sul futuro assetto del nostro Paese. “l Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani aveva chiesto maggiore coraggio nelle scelte a favore dei cittadini contro la casta e lo spreco delle poltrone inutili e costosissime – dichiara il Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – La nostra richiesta è semplice e chiara: a)abrogazione delle Comunità Montane, Consorzi di Bonifica, Circoscrizioni e Province. Un taglio netto di quarantamila consiglieri comunali e l’ eliminazione delle Giunte nei piccoli Comuni.

Apprezziamo comunque il lavoro di Calderoli, Brunetta e Fitto come base di partenza per arrivare in tempi rapidi ad una vera rivoluzione dal basso del funzionamento delle istituzioni locali con maggiore incisività nella battaglia contro la cattiva burocrazia e la pessima amministrazione, le vere piaghe del disastroso sottosviluppo del Mezzogiorno d’Italia.

Rigore, efficace, qualità, merito e talento – conclude il leader di Piccoli Comuni -  per costruire l’Italia delle buone istituzioni locali e finalmente dei cittadini”.


 

 
Un milione di poveri nei piccoli Comuni italiani
Scritto da Presidente   
Wednesday 15 July 2009

L'iniziativa "Prestito della Speranza" messa in campo dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall'Associazione Banche Italiane, promossa sulla rete dal Coordinamento Piccoli Comuni, ha messo in evidenza uno spaccato di povertà terribile e molto spesso nascosto alla pubblica opinione nazionale. "Oltre un milione di residenti nei nostri piccoli Comuni - dichiara il Portavoce Virgilio Caivano, sono sotto la soglia della povertà. Ad oggi sono migliaia le domande che arrivano al portale www.piccolientrieuropei.com in merito al prestito della speranza. Una condizione di gravissimo disagio sociale con particolare rilievo per le persone anziane sole. Aal Governo nazionale ed alle Regioni chiediamo misure concrete e non attipropagandistici per arrestare la moria di piccoli negozi di vicinato e laboratori artigianali molto spesso unica fonte di reddito per decine di famiglie. L'Italia rischia una gravissima seccessione economica e sociale con grave danno soprattutto per le aree interne dell'Appennino e del Mezzogiorno".

 
Svizzera: Bkw alleanza nell'eolico con Fortore Energia
Scritto da Presidente   
Tuesday 14 July 2009
La Bkw rafforza le attività nel settore dell’energia eolica: la società elettrica bernese ha sottoscritto un accordo di cooperazione strategica con il Gruppo italiano Fortore Energia Spa. La Bkw ha rilevato il 33 per cento delle azioni della Fortore Wind, società appena creataa e controllata al 100 per cento da Fortore Wind. L’obiettivo della collaborazione è la costruzione e  lo sviluppo entro il 2016 di centrali eoliche con una potenza complessiva di 600 MW.  La transazione deve ancora ottenere il via libera delle autorità italiane. Fortore immetterà nella società comune gli impianti eolici esistenti con una potenza di circa 140 MW. Per giungere a 600 MW è previsto un investimento di oltre un miliardo di euro.

 

L’internazionalizzazione di Fortore Energia – il commento del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – è per tutti noi motivo di grande soddisfazione e la dimostrazione plastica di aver visto giusto nel sostenere lo sforzo imprenditoriale di Salandra e Raffa. Il Mezzogiorno d’Italia – continua Caivano – proprio nelle fonti energetiche rinnovabili può trovare le ragioni del suo riscatto e del vero sviluppo. Le nuove generazioni hanno davanti un modello credibile di fare impresa dal basso, radicato ai territorio e vissuto come momento di grande coesione sociale, economica e culturale”.

Venerdi 17 luglio 2009 alle ore 11.00 presso la sede della Fortore Energia in Località Perazzo Stradas Stale 17, km.327  a Lucera (Fg) si terrà una conferenza stampa di presentazione dell’accordo strategico con la Bkw. Svizzera: Bkw alleanza nell'eolico con Fortore Energia 

 

 
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